RAFFAELA MARIA SATERIALE

Artista e promotore d'arte

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SI TRATTA DI TRUFFE E SPAM!!!!

 

 Greetings my new friend!

I saw your profile and it has very much liked me, if you wish to see my photos and to learn about me, please write to me only to my personal email: 
misslove090@yahoo.com

I will wait from you for the letter!!

 

itiam_480

 

 

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Mi saludo

Soy LUIS PEREZ, un ex oficial de policía en Isla Mauricio. Durante mi carrera de policía, he estado llevando a cabo el tráfico ilícito de drogas y armas. En ese momento, todas mis transferencias bancarias se hicieron en mi cuenta bancaria en un país de África occidental llamado Benin con el ex Presidente de la República de Benin "Mathieu Kerekou" que cada transferencia tuvo su parte.
 Mi oncólogo me dice que el diagnóstico del cáncer metastásico y mis días están contados debido a mi salud se deteriora, se recomendó a mí por el padre de mis guías espirituales y la iglesia después de la confesión y en la caridad con una gran Parte de estos fondos que tengo en el banco de Benin a diferentes personas en casi todos los países en el mundo que el Señor perdona mis pecados. Usted recibirá una donación de 385.000 $.
En nombre del Señor Creador del cielo y la tierra. Me voy a Gran Bretaña en esta noche para seguir mi cuidado. En nombre de Dios creador del cielo y la tierra, le ruego que acepte este regalo ya cambio pido derecho a rezar para que mi operación va muy bien que ofrecer este regalo del corazón.
Póngase en contacto por correo electrónico primero con mi gerente de cuenta para recibir una transferencia o cheque banque.MR S. Euloge Email: me_seuloge@yahoo.fr
Saludos
Sr. LUIS PEREZ

 

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Sylvia Plath. Il fantasma di una madre

"Quarantasei anni dopo il suicido della madre, la poetessa Sylvia Plath, Nicholas Hughes si è impiccato nella sua casa in Alaska. Da anni combatteva contro la depressione. Aveva lasciato la cattedra di Scienze oceaniche all´università di Fairbanks per mettere su una fabbrica di ceramiche. Nicholas Hughes era nato 47 anni fa dal matrimonio fra la Plath e Ted Hughes, anche lui poeta. Non era sposato e non aveva figli. Si è ucciso il 16 marzo scorso, ma la notizia è stata diffusa l´altro ieri sul "Times" dalla sorella Frieda. Sylvia Plath si uccise nel 1963 con il gas. Sei anni dopo anche la nuova compagna di Ted Hughes, Assia Wevill, si tolse la vita allo stesso modo e morì anche la figlioletta della coppia. Sul poeta britannico cadde la colpa di aver spinto entrambe le donne al suicidio con i suoi adulteri. La sua versione dei fatti fu raccontata poco prima della morte, nel 1998, in Lettere di compleanno. Il figlio della grande poetessa viveva in Alaska. Quando la madre si tolse la vita aveva solo un anno. Non deve essere facile trovare un posto nel mondo sapendo che tua madre si è tolta la vita quando tu eri poco più di un neonato. Ancor meno deve esserlo se lei lo ha fatto in cucina, infilando la testa nel forno mentre tu, ignaro, dormivi nella camera accanto insieme alla sorellina di due anni. Se poi il gesto estremo diventa un mito della letteratura moderna e trasforma tua madre in un oggetto di culto, vivere può rivelarsi intollerabile. Nicholas Hughes, figlio di Sylvia Plath, si è impiccato la scorsa settimana. Viveva immerso nei paesaggi aspri e selvaggi dell´Alaska. Aveva ereditato la passione per il mare e i pesci dal padre Ted che amava esaltare la potenza della natura nei suoi versi. Pare che nonostante tutto avesse mantenuto un entusiasmo e un´innocenza quasi infantili. Ma il difficile equilibrio deve essersi spezzato. I fantasmi del passato hanno preso il sopravvento. «Ha lottato per qualche tempo contro la depressione» spiega la sorella Frieda. Si dice spesso che la tendenza al suicidio sia ereditaria. Il caso di Sylvia Plath è però assai aggrovigliato e non può essere ridotto a una questione di tara genetica. Che la scrittrice soffrisse di manie depressive è fuor di dubbio, così com´è certo che i tre elettroshock cui fu sottoposta da ragazza non l´hanno aiutata. Furono tuttavia altre le questioni sollevate all´indomani del ritrovamento del cadavere, l´11 febbraio 1963. Si parlò di pene d´amore, di tradimento, di un celebrato quanto egoista poeta inglese che aveva abbandonato una dotata quanto fragile poetessa americana per un´altra donna. Sylvia e Ted si erano conosciuti sette anni prima, a Cambridge. Nata a Boston, Sylvia era una studentessa brillante con una sfrenata ambizione di imporsi nel mondo letterario. Ted era invece un giovanotto inglese dai progetti ancora confusi ma aveva comunque pubblicato alcune poesie, oggetto d´ammirazione per Sylvia. Al loro primo incontro lui rimase abbagliato dalla frangetta alla Veronica Lake di lei. Lei gli recitò a memoria i suoi versi. Si trovavano a una festa. Lui la invitò a ballare. Si ubriacarono e si baciarono. E con ciò giunse il momento poi diventato leggenda: i denti di lei affondarono a tal punto nella guancia di lui da farla sanguinare. Nei castigati anni Cinquanta si veniva chiacchierati per molto meno. Nel giro di pochi mesi la coppia finisce all´altare. All´inizio è una luna di miele, uniti dalla passione per la letteratura i due fanno avanti e indietro tra l´America e il vecchio continente. Con la nascita dei figli arrivano però i problemi, e alla frustrante routine della maternità si aggiungono le scappatelle di Ted, che alla fine preferirà gettarsi tra le braccia di un´altra, Assia Wevill. Per Sylvia inizia un periodo di ristrettezze economiche ma anche di intensa attività che culmina nel 1963 con la pubblicazione sotto pseudonimo del romanzo La campana di vetro. L´accoglienza, pur non del tutto negativa, è tiepida e comunque inferiore alle speranzose attese dell´autrice, che sentiva la propria sensibilità schiacciata tra la voglia di affermarsi e il ruolo che la società del tempo imponeva a una donna. In capo a un mese, mette in camera i figli, sigilla porte e finestre della cucina, scrive un´ultima poesia e infila la testa nel forno. La tragedia ha un´assurda replica qualche tempo dopo. Perché il 23 marzo 1969, anche Assia Wevill si toglie la vita alla stessa maniera: con il gas del forno. Diversamente da Sylvia, però, decise di uccidere pure la figlia di quattro anni. L´ignominia si abbatté fatalmente su Ted Hughes. Il poeta fu accusato di essere un uomo dal cuore di pietra che aveva indotto due donne al suicidio; qualcuno tirò via a colpi di scalpello il suo cognome dalla tomba di Sylvia Plath. Lui si è chiuso in un impenetrabile silenzio finché non diede la propria versione dei fatti in una raccolta di poesie che fece scalpore. In una di queste, ricordando il primo momento d´amore con Sylvia, scrive: «Eri sottile, sinuosa, sfuggente come un pesce».
Sinuosa e sfuggente come le creature amate da suo figlio Nicholas, verrebbe da aggiungere col senno di poi. Ma la catena dei suicidi è più lunga ancora. Nel 1974 si uccide con il gas Anne Sexton, amica di gioventù di Sylvia. Anni addietro, quando erano entrambe poetesse alle prime armi, si divertivano a chiacchierare al bar delle loro inclinazioni suicide. Chiacchierate che la Sexton ha rievocato in versi dopo la scomparsa di Sylvia: «Come hai potuto scivolare giù da sola /nella morte che così tanto e così a lungo ho desiderato /... la morte di cui così tanto parlavamo a Boston /mentre ci scolavamo tre martini extra dry». I gas con cui anche lei, in seguito, si tolse la vita furono però quelli di scarico di un´automobile. Con macabra ironia qualcuno ha commentato che fu costretta a optare per il garage perché in America i forni erano ormai tutti elettrici. L´amante del marito, l´amica, il figlio. Un cerchio inquietante che trascende i legami di sangue. Cos´è dunque il suicidio? Una malattia contagiosa, una perversa tentazione che si trasmette alla maniera dei virus? Le paurose ragioni che spingono un essere umano a rincorrere un suo simile verso l´eterna notte sono fatte di mistero, ma devono somigliare molto alle parole che Sylvia Plath appuntò in un gelido giorno d´inverno: «Parlo a Dio ma il cielo è vuoto»." (da Tommaso Pincio, Sylvia Plath. Il fantasma di una madre, "La Repubblica", 24/03/'09)

Sylvia Plath

 

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LIMITE

La donna ora è perfetta.
Il suo corpo

morto ha il sorriso della compiutezza,
l’illusione di una necessità greca

fluisce nei volumi della sua toga,
i suoi piedi

nudi sembrano dire:
Siamo arrivati fin qui, è finita.

I bambini morti si sono acciambellati,
ciascuno, bianco serpente,

presso la sua piccola brocca di latte, ora vuota.
Lei li ha raccolti

di nuovo nel suo corpo come i petali
di una rosa si chiudono quando il giardino

s’irrigidisce e sanguinano i profumi
dalle dolci gole profonde del fiore notturno.

La luna, spettatrice nel suo cappuccio d’osso,
non ha motivo di essere triste.

È abituata a queste cose.
I suoi neri crepitano e tirano.

(5 febbraio 1963)

 ***************

 

Sylvia Plath (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense.

 

Conosciuta principalmente per le sue poesie, ha anche scritto il romanzo semi-autobiografico La campana di vetro (The Bell Jar) sotto lo pseudonimo di Victoria Lucas. La protagonista del libro, Esther Greenwood, è una brillante studentessa dello Smith College, che inizia a soffrire di psicosi durante un tirocinio presso un giornale di moda newyorkese. La trama ha un parallelo nella vita della Plath, che ha trascorso un periodo presso la rivista femminile Mademoiselle, successivamente al quale, in preda a un forte stato di depressione, ha tentato il suicidio.

 

Assieme ad Anne Sexton, la Plath è stata l'autrice che più ha contribuito allo sviluppo del genere della poesia confessionale, iniziato da Robert Lowell e W. D. Snodgrass. Autrice anche di vari racconti e di un unico dramma teatrale a tre voci, per lunghi periodi della sua vita ha tenuto un diario, di cui sono state pubblicate le numerose parti sopravvissute. Parti del diario sono invece state distrutte dall'ex-marito, il poeta laureato inglese Ted Hughes, da cui ebbe due figli, Frieda Rebecca e Nicholas. Morì suicida all'età di trentuno anni.

Nata in un distretto di Boston da genitori immigrati tedeschi; la madre, Aurelia Schober, apparteneva ad una famiglia austriaca emigrata nel Massachusetts, abituata in casa a parlare solo tedesco, mentre suo padre, Otto Emil Plath, professore di college, figlio di genitori tedeschi, si trasferì in America a sedici anni per diventare in seguito uno stimato entomologo, in particolare in materia di api.

 

Sylvia dimostrò un talento precoce, pubblicando la sua prima poesia all'età di otto anni. Nello stesso anno, suo padre morì di embolia in seguito ad un'operazione chirurgica (complicazioni per un diabete non diagnosticato), il 5 ottobre 1940. La scrittrice continuò a cercare di pubblicare poesie e racconti su varie riviste americane, raggiungendo un successo marginale. Sylvia soffrì durante tutta la sua vita adulta per una grave forma di depressione ricorrente tra periodi di intensa vitalità. Era entrata nello Smith College con una borsa di studio nel 1950, ma nel penultimo anno fece il primo dei suoi tentativi di suicidio. In seguito descrisse la crisi che l'aveva colpita nell'estate e inverno 1953 nel suo romanzo semi-autobiografico, La campana di vetro (The Bell Jar).

 

Al tentativo di suicidio segue il ricovero in un istituto psichiatrico, il McLean Hospital, dove le verrà diagnosticato il disturbo bipolare. Uscita dall'ospedale si laurea, ottendendo la lode nel 1955. Sylvia ottenne una borsa di studio Fulbright per l'università di Cambridge, dove continuò a scrivere poesie, pubblicando a volte il suo lavoro sul giornale studentesco Varsity.

 

A Cambridge conobbe il poeta inglese Ted Hughes. Si sposarono il 16 giugno 1956,. Plath e Hughes trascorsero il periodo dal luglio 1957 all'ottobre 1959 vivendo e lavorando negli Stati Uniti. Sylvia insegnò allo Smith College. Si trasferirono poi a Boston dove Sylvia partecipò a dei seminari con Robert Lowell.

 

Questo corso di 'creative writing' ebbe profonda influenza sul suo stile. L'altra frequentatrice di questo corso fu Anne Sexton. In questo periodo Plath e Hughes incontrarono per la prima volta W. S. Merwin, il quale ammirò i loro lavori e rimase loro amico per tutta la vita. Venuti a conoscenza del fatto che Sylvia era incinta, ritornarono in Gran Bretagna.

 

Sylvia e Ted vissero per un breve periodo a Londra ed in seguito si stabilirono a North Tawton, piccola città commerciale nel Devon. Sylvia pubblicò la sua prima raccolta di poesie, The Colossus, in Inghilterra, nel 1960. Nel febbraio 1961 abortì; diverse poesie fanno riferimento a questo evento. Il matrimonio si incrinò e i due si separarono meno di due anni dopo la nascita della loro prima figlia. La loro separazione traumatica fu dovuta alla relazione che Hughes aveva iniziato con Assia Wevill, moglie di un amico poeta.

 

Sylvia Plath ritornò a Londra con i figli, Frieda and Nicholas. Affittò un appartamento in una casa dove aveva abitato W.B. Yeats; Sylvia né fu estremamente contenta e lo considerò un buon presagio quando cominciò il procedimento legale per la separazione. L'inverno tra il 1962 e il 1963 fu molto duro. Scrisse intorno a questo periodo il romanzo La campana di vetro (The Bell Jar), pubblicato nel 1963 con lo pseudonimo di Victoria Lucas.

 

L'11 febbraio 1963 era passato solo un mese dalla pubblicazione del romanzo quando Sylvia si tolse la vita: sigillò porte e finestre ed inserì la testa nel forno a gas, non prima di aver preparato la colazione, portato i bambini a scuola ed aver lasciato loro del pane imburrato. È seppellita nel cimitero di Heptonstall, nel West Yorkshire.

****************

 

Suicida Nick Hughes figlio di Sylvia Plath, e 40 anni fa moriva l’altra donna di Ted (di Luca Mastrantonio)

 

 

LA SORELLA FRIDA. Ha dato la notizia del decesso (avvenuto il 16 marzo 2009) proprio nello stesso giorno in cui si suicidò Aissa, che causò la separazione tra i due poeti e si uccise come l’icona femminista

 

Maledizione o vizio esistenziale? Al confronto, persino i Kennedy sembrano una famiglia normale. Un po’ sfortunata, ma nella norma, cioè infelice come anche quelle più fortunate finiscono per essere, come tutte le famiglie normali di Anna Karenina. Ogni famiglia ha un suo dramma nascosto. Ma quello di Plath-Hughes è sconcertante, scandaloso, quasi un olocausto familiare. Dove il ruolo di carnefice, secondo i biografi e soprattutto le biografe, spetta di diritto all’adultero poeta laureato, l’inglese Ted Hughes, un serial killer dell’anima che uccide le sue vittime inducendole al suicidio, con il tradimento o con l’annientamento, dando a una la colpa della morte dell’altra, costringendo una a vivere nella bara dell’altra.

 

L’ultimo capitolo di questo macabro poema, è stato scritto ieri, con lo stile del necrologio. E una strana coincidenza: la ricorrenza del giorno in cui la figlia di Sylvia Plath, Frida, ha voluto venisse pubblicata, sul Times, la notizia che annunciava la morte del fratello, Nicholas Hughes, avvenuta il 16 marzo scorso, a meno di 50 anni. Si è impiccato, al culmine di un periodo di depressione che gli aveva fatto lasciare l’insegnamento, la cattedra di biologia marina e oceanografica, in Alaska. La morte di Nick non c’entra nulla con quella della madre, hanno detto al Times alcuni amici di famiglia. Frida ha ricordato la brillante carriera in biologia evolutiva del fratello. Una passione dice, quella per il mondo naturale, che era molto presente nell’opera di nostro padre», Ted.

 

 

Il Times ha pubblicato la notizia in prima pagina con una fotografia in bianco e nero della Plath con in braccio il figlio neonato. Nick non aveva neanche un anno, infatti, quando la madre si tolse la vita, a 31 anni, nel ‘63, mettendo la testa dentro il forno, sigillando con degli asciugamani bagnati la porta dei bambini, Nick e Frida, di tre anni quest’ultima. Accortezza che non avrà la seconda moglie di Hughes, Assia Wevill - che era la donna di un altro poeta -, in un suicidio fotocopia, con un’aggravante, però. Si ucciderà sempre con il gas della cucina, provocando anche la morte della figlia, Alexandra Tatiana Eloise, soprannominata Shura, di soli 4 anni, la bambina avuta da Ted che, però, farà sempre sentire Assia, anche lei scrittrice, un’estranea e una nullità. Ai figli di Sylvia, invece, lascia un messaggio pieno di affetto.

 

Ecco la coincidenza: la notizia della morte di Nick, data dalla sorella Frida, la figlia della Plath, esce lo stesso giorno del suicidio della seconda compagna del padre, Ted, il 23 marzo del 1969. Suicidio cui la donna viene spinta dopo aver vissuto all’ombra della Plath, per ossessione in parte indotta da Ted. Lei, d’altronde, era stata la causa della rottura tra Ted e Sylvia, che in una poesia parla di lei, la donna che al telefono si finge un uomo per non insospettire, in Parole sentite, per caso, al telefono, dove ricorda la telefonata di Assia alla casa degli Hughes che provocò la rottura definitiva del matrimonio della Plath: «… che cosa sono queste parole, queste parole?/ Cadono con un plop fangoso./ Oh dio, come farò a pulire il tavolino del telefono?/ (…)Ora la stanza sibila. Lo strumento ritira il suo tentacolo./ Ma la poltiglia che ha deposto cola nel mio cuore. È fertile./ Imbuto di sozzura, imbuto di sozzura - ….». Sembrano storie di disperazione suburbana, alla Revolutionary road, e invece è la goccia che fa traboccare il vaso di Pandora di una mitica coppia della cultura anglo-americana.

 

Con le sue poesie confessionali e la visceralità spirituale della scrittura, vissuta come una religione, dopo il suicidio domestico, la Plath diventa l’icona poetica delle femministe, che mettono sotto accusa il marito, Ted Hughes, il poeta laureato che aveva conosciuto a Cambridge, al primo bacio lei si ferì un labbro, e sposato nel 1956. Diventerà la bestia nera che ha spinto al suicidio le sue due donne, a causa dei continui tradimenti verso la prima e per l’annichilimento della seconda. Il poeta ha raccontato il suo dramma esistenziale nell’opera poetica Lettere di compleanno, apparsa poco prima della sua morte nel 1998, una lettura che fa pendant con il romanzo autobiografico della Plath, La campana di vetro, del ‘63, pubblicato con lo pseudonimo di Victoria Lucas, diario di una depressione domestica. Lui distrugggerà parte dei suoi diari e controllerà le pubblicazioni postume, assieme alla madre di Sylvia, fino a quando il testimone passerà in mano ai figli. Frida e Nick.

 

Sul piano della produzione editoriale, i critici ancora oggi discutono quanto Hughes abbia influenzato la poesia della Plath. E Nicholas sembra conteso anche in questa tenzone poetica. A lui, neonato, dedicò un componimento la madre, raccolto postumo in Ariel, si intitola Nick e il candeliere (Nick and the Candlestick), dove canta il bambino del granaio, della stalla (You are the baby in the barn), mentre anni dopo, il padre, dirà che i suoi occhi sono «diventati umidi gioielli».

 

Di Assia, quasi non c’è traccia nella vita di Ted, nella sua produzione pubblica e privata, fino al ‘95. In Lettere del Compleanno c’è una poesia che racconta l’incontro di Hughes e Assia, dove l’autore si assolve da qualsiasi responsabilità e parla del destino come l’unico artefice di tanta distruzione. Il ruolo di fragile paguro costretto a vivere nel guscio della Plath che in questa storia spetta ad Assia, è raccontato in A Lover of Unreason, (Un’amante Irragionevole), di cui parla Daniela Raimondi in un recente articolo (su http://www.sylviaplath.altervista.org/Wevill.htm). Dove Ted appare sempre più come un irragionevole essere umano. Rivolgendosi a Sylvia spiega così l’inizio della sua storia con Assia: «Non la trovammo noi - fu lei che ci trovò./ Ci scovò a fiuto. Il Destino che portava/ ci scovò/ e ci riunì, ingredienti inerti/ per il suo esperimento./ La Favola che portava/ requisì te, me e lei,/ marionette per la sua rappresentazione». Lettere di compleanno, dedicato ai figli, è stato un best-seller e nel 1999 ha vinto il Whitbread Book of the Year award. Il premio l’ha ritirato Frida, non Nick.

 

tratto da http://tritone52.wordpress.com/2009/03/25/silvia-plath/

 

Anne Sexton

 

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La mia fede
è un carico enorme
appeso a un filo sottile,
proprio come un ragno
appende i suoi piccoli a una tela fine,
proprio come dalla vite,
esile e rigida,
pendono grappoli
come occhi,
come molti angeli
danzano su una capocchia di spillo.

Dio non chiede troppo filo
per restare qui;
solo una venuzza
e sangue che vi scorra
e un po' d'amore.
Come qualcuno ha detto:
l'amore e la tosse
non si possono nascondere.
Neppure un colpetto di tosse
neppure un amore minimo.
Perciò se hai solo un filo sottile
a Dio non importa:
Lui te lo troverai tra le mani facilmente
proprio come una volta con dieci centesimi
ti potevi prendere una Coca.

******************

 

Natanti nudi

Nel lembo di Capri a Ponente
scoprimmo una piccola grotta deserta,
e dentro quel vuoto in due
profondammo interamente
lasciando che i corpi abbandonassero
la loro solitudine.

Guizzarono via in un momento
tutti i pesci dentro di noi.
Ai veri pesci fu indifferente,
non turbavamo la loro intima vita.
Languidamente scivolavamo
intorno a loro effondendo
bollicine, piccoli bianchi
palloncini che aleggiavano
fino al sole, vicino alla barca
dove il barcaiolo italiano dormiva
col berretto calato sul viso.

Acqua così limpida da poterci
leggere un libro dentro,
acqua così leggera da poterci
galleggiare su un gomito.
Lì giacqui come fosse un divano.
Lì giacqui
come l’Odalisque Rouge di Matisse.
L’acqua era il mio fiore strano.
Si dipinga una donna
senza tunica né sciarpa
su un lettino profondo come tomba.

Le pareti della grotta
svariavano il blu e tu
dicesti:”Guarda! Hai gli occhi
color mare, guarda! Hai gli occhi
color cielo”.
E abbassai gli occhi
come per improvvisa vergogna.

*****************

Magia nera

Una donna che scrive è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza, come se iettatori e
pettegoli
e ortaggi non fossero abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell'essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così io son ragazza.
Un uomo che scrive è troppo colto e celebrare,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza; come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Come un mobile usato costruisce un albero.
Nell'essenza uno scrittore è un ladro.
Amore mio, tu maschio sei così.
Mai amando noi stessi,
odiando anche le nostre scarpe, i nostri cappelli,
ci amiamo preziosa, prezioso.
Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi pieni di tremende confessioni.
Ma quando ci sposiamo
ci abbandoniamo ai figli, disgustati.
Il cibo è troppo e nessuno è restato
a mangiare l'estrosa abbondanza.

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"Sono un'attrice nel proprio dramma autobiografico".
Anne Sexton

Nasce nel 1928 a Newton, presso Boston, Anne Gray Harvey, poi conosciuta come Anne Sexton. "Bella e dannata, sexy e infantile, sposata e sciupamaschi, indifesa ed esibizionista, plurisuicida con un incrollabile senso dell'umorismo, autodidatta e docente universitaria, atea e religiosa…". Così la definisce Rosaria Lo Russo curatrice e traduttrice di volumi sulla Sexton. E a questo punto sembra già di aver detto tutto (e il contrario di tutto) di una poetessa scandalosa e folle, senza false inibizioni, che suscitò scompiglio nell'America del suo tempo.
Il libro della follia - Taccuino della morte - Con pietà per gli avidi - Carte di Gesù - Angeli delle storie di sesso - Il tremendo remare alcuni dei titoli dei suoi libri.
Irrequieta, disordinata, sempre innamorata, sempre inadeguata agli standard di figlia, casalinga, moglie e madre. Sempre troppo presa da sé, dal suo aspetto, dal sottile filo di follia che, da sempre, avvolge la sua vita. Alcool e psicoanalisi. Amore e angoscia. Teatro e manicomio. Maxine Kumin e Sylvia Plath. Dio. I suoi amici.
"Stavo tentando l'impossibile per condurre una vita tradizionale… ma non si possono costruire piccole palizzate bianche per tenere lontani gli incubi. La superficie si spezzò quando avevo circa 28 anni. Ebbi un attacco di panico e tentai di uccidermi".
É il 4 ottobre del 1974, l'anno del suo divorzio. Quasi la vedo mentre indossa una vecchia pelliccia della madre e si chiude in garage. Entra in macchina, accende la radio poi il motore e chiude gli occhi affidandosi all'abbraccio eterno del monossido di carbonio.
Fine di una storia.
Non ci è mai dato sapere cosa si nasconde dietro ad un gesto estremo. Possiamo fare illazioni, supposizioni...
L'unica ragione certa di un suicidio è il dolore.

 

tratto da http://www.encanta.it/poesie_racconti.html

***********************

Anne Sexton

Anne Gray Harvey nasce il 9 novembre 1928 a Newton, vicino Boston, da un'agiata famiglia puritana di estrazione alto borghese che vantava ascendenti di notevole levatura culturale e politica. Il padre Ralf, proprietario di un cotonificio, era un solido uomo d'affari, assente spesso per lavoro e dedito all'alcool. La madre Mary Gray, donna bellissima e devota al marito, mal tollerava la vivacità e l'irrequietezza della piccola Anne, che così venne allevata da una zia zitella, prima che la sordità e alcuni disturbi psichici costringessero questa al ricovero. Terza di tre figli, Anne crebbe rapidamente nella totale mancanza di affetti, in un contesto familiare in cui si sentì sempre "quella non voluta".

Frequentò svogliatamente le scuole della buona borghesia, trovando difficoltà di inserimento e cercando rifugio nei numerosi flirt che le procurarono la fama di ragazza frivola. Nonostante il carattere irriverente ed estroso Anne, tuttavia, aspirava innanzitutto ad una tranquilla vita familiare. Si sposò infatti a vent'anni, dopo una fuga romantica, con Alfred Muller (noto Kayo), facoltoso commerciante ed unico punto saldo della sua vita. Dopo una breve esperienza di indossatrice nel 1950-51, da cui modellò il gusto per un eleganza ostentata che enfatizzava la sua spigolosa bellezza, presto scopre di aver percorso la strada forzata di donna tradizionale.

Rievocando le scelte di quegli anni, affermerà in un'intervista: "Stavo tentando l'impossibile per condurre una vita tradizionale…..ma non si possono costruire piccole palizzate bianche per tenere lontani gli incubi. La superficie si spezzò quando avevo circa 28 anni. Ebbi un attacco di panico e tentai di uccidermi ".

Il rozzo tentativo di suicidio coi barbiturici, avvenuto il giorno prima del compleanno, seguiva alla nascita della seconda figlia Joy, (1955), ma era stato anticipato dai numerosi ricoveri all'ospedale psichiatrico di Westwood Lodge causati dalla prima crisi post partum legata alla nascita della primogenita Linda (1953).

Dopo il '55, raggiunto il limite della morte, Anne riuscì comunque a ritornare lentamente alla vita. Un giorno confessò al suo psichiatra, il dottor Martin Orne, di sentirsi una prostituta, che per comporre erano per lei indispensabili stimoli sessuali sempre nuovi, e che l'unico modo per sentirsi viva era far sentire gli uomini sessualmente potenti. Numerosi dunque i suoi amanti, da uno dei suoi medici al poeta G. Starburck.

Dietro suggerimento del dottor Orne, allora, tentò di incanalare nella poesia le proprie pulsioni: intraprende così il cammino verso la propria rieducazione intellettuale, ma le sue fobie le impedivano di uscire di casa senza essere colta da attacchi di panico e perciò seguiva i programmi culturali in televisione.

Durante una trasmissione alla televisione di Boston, ascoltò una lezione di A. Richard sul sonetto, decise di provare. La riuscita dei primi tentativi la spinse a proseguire. Per Anne inizialmente scrivere era solo pratica terapeutica, ma a poco a poco divenne scelta professionale. Studia, legge moltissimo per colmare i vuoti che pensava di avere, da Freud, Dostoevskij, Mann, a Neruda e Rilke. Insegna poesia ai malati di mente. Nel '57 si iscrive e frequenta per due anni il seminario di poesia tenuto da J. Holmes, dove incontrò Maxime Kumin, aspirante poetessa e futura collaboratrice. Nell'estate 1958 partecipa all' Antioch Summer Writer's conference, dove ebbe modo di studiare con W.D. Snodgrass, che divenne il suo ispiratore prediletto. In una lettera al poeta del 1958, affermava che ciò che la colpiva di Snodgrass era il fatto che "si mostrasse nella vera luce eliminando ogni maschera ed ogni diaframma nei confronti del lettore".

Nell'autunno dello stesso anno fu ammessa a frequentare il seminario tenuto da Robert Lowell alla Boston University, tra gli iscritti figuravano Roger Starbuck e Sylvia Plath. Anne divenne amica di entrambi. Insieme, finito il seminario, leggevano e criticavano le loro poesie e discutevano del reciproci processi espressivi.

Sylvia Plath divenne così la più cara amica di Anne Sexton.

Nei loro incontri si confrontavano sulle comuni esperienze di ricovero, sui rispettivi tentativi di suicidio e sugli atteggiamenti personali verso l'arte. Le due poetesse tuttavia erano caratterizzate da personalità e condizioni diverse. Anne Sexton che a differenza di Sylvia Plath non soffriva di depressione, cadeva in trance per ore, si imbottiva di psicofarmaci ed era vittima di un etilismo devastante. Sylvia Plath, timida, insicura, perennemente in difficoltà economiche, Anne, invece, era una vera poetessa vamp, sempre chic, accuratissima nel trucco, vestiva di rosso e tacchi a spillo, costantemente seguita da uno staff di collaboratori, tra l'infermiera, la governante, la segretaria. Nelle sue apparizioni pubbliche, che venivano pagate a peso d'oro, arrivava sempre in ritardo, barcollante, e già si capiva il suo stato, lanciava le scarpe al pubblico a procedeva nella lettura delle sue opere con voce sensuale.

Come Erica Jong, Anne Sexton rappresenta una autentica paladina della libertà sessuale femminile: basti pensare a componimenti come La ballata della masturbatrice solitaria. Con la Sexton si attua in poesia ciò che in narrativa si verificò con Virginia Woolf: l'emancipazione del linguaggio poetico femminile.

La poesia di S. Plath e R. Lowell, A. Sexton venne definita confessionale, definizione con cui si pone in rilievo l'uso della scrittura quale strumento di conoscenza e di trasformazione di avvenimenti traumatici, e come elemento di connessione tra l'esperienza psichica e l'espressione poetica. Come la stessa Sexton afferma: "Ciascuno ha la capacità di mascherare gli eventi di dolore. La persona creativa non deve usare questo meccanismo. Scrivere è vita in capsule. Lo scrittore deve sentire ogni gonfiore graffiato fino al dolore in modo da conoscere le vere componenti di queste capsule".

In quegli anni Anne aveva già composto numerose poesie; nel '59 consegnò all'editore H. Miffin "Al manicomio e parziale ritorno" (To bedlam and part way back), due anni dopo pubblicò il 2° volume di "All my pretty ones". Seguì una fase di stabilità psichica legata al successo poetico. In quel periodo le venne assegnata una borsa di viaggio dall'American Academy of arts and letters che le permise di trascorrere tre mesi in Europa. Sempre nello stesso anno ottenne dalla Ford Foundation un finanziamento per la realizzazione del testo teatrale Tell me your answer true che venne rappresentato all' American place di New York col titolo di Mercy strett; Anne aveva lavorato al progetto per diversi mesi ma non permise mai venisse pubblicato. Nel 1966 vince il premio Pulitzer con la terza raccolta"Vivi o muori" (Live or die), opera che fu scritta nel mezzo di un periodo di ricadute e ricoveri.

Dal 1972 Anne precipitò in uno stato di insicurezza estrema, la lotta tra il desiderio di vivere e di morire si faceva sempre più strenua. L'appello alla religione quale speranza per esorcizzare la morte si ritrova nelle ultime opere "Il libro della follia" (The Book of folly, 1972), The death notebooks ('74), The awful toward god, concluso poco prima di morire.

Anne Sexton si definì "poetessa primitiva", nessuno schermo intellettuale infatti sembrava filtrare la rappresentazione poetica, essa appariva finalizzata al recupero psicologico dell'infanzia individuale e culturale tramite l'utilizzo di ritmi infantili, della simbologia magica delle fiabe, di ritornelli da ballata. Per Anne Sexton il bisogno di verità coincide col riesame del duro rapporto coi genitori che sembrava impedirle un processo di maturazione consapevole. Il bisogno di raggiungere ciò che Jung chiama "individuazione", vale a dire l'affermazione del sé come esistenza autonoma, è alla base dei rapporti familiari e della esperienza onirica e visionaria, molla ispiratrice della poesia di A. Sexton. Come Edipo ostinatamente persevera nella ricerca dell'origine del proprio trauma, come Giocasta è lucidamente consapevole della tragedia che può nascerne.

Il 4 ottobre del 1974, anno del suo divorzio, Anne Sexton scende in garage accende il motore della sua macchina e si toglie la vita col gas di scarico.

tratto da http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/-sexton.htm

DIAMO LE SCUOLE ALLA MERITOCRAZIA

Un altro sacrificio inutile ed orribile nell'Italia dell'indecisionismo. del trasformismo, dello scaricabarile. Un altro dolore che accomuna tutti e che fa sprigionare ancora una volta tutti i limiti e le incompiutezze di un sistema educativo limitato da scarse risorse e politiche asfittiche, fatte di ripieghi continui. Basti pensare ai dati ufficiali che parlano di una percentuale ridicola - rispetto al totale - di edifici scolastici costruiti dagli anni '90 ad oggi. E' chiaro che tutto ciò è il risultato di una cultura scarsamente e vigliaccamente POCO attaccata al suo FUTURO, di una società, quella italiana, che avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di educare e di VERIFICARE l'educazione dei propri figli in luoghi adeguati dotati di mezzi adeguati. Tutto questo non è accaduto per decenni - come dicono alcuni oggi - ma è un portato post unitario, così come altre 'sofferenze' storiche quali il Mezzogiorno, le infrastrutture, l'eccessivo e pachidermico statalismo. Nella nostra storia, appunto, siamo stati abituati a fronteggiare l'emergenza e di programmazione, per nostro limite quasi genetico, non abbiamo mai masticato abbastanza. Vito Scafidi ha pagato con la vita una nostra più che imbarazzante arretratezza, riuscendo ad avvilire ogni più promettente tentativo di chi, come il ministro Gelmini aveva preannunciato interventi per la maggiore sicurezza delle scuole in quei provvedimenti. vituperati come RIFORMA dagli studenti e insegnanti scesi in piazza.

Adesso però tutti insieme, noi italiani, piangiamo per Vito, e dal giorno successivo all'Eterno Riposo (o ad un positivo pensiero per chi non crede) ripromettiamoci di continuare sulla strada del miglioramento di mezzi e modi per costruire un sistema meritocratico anche in Italia.

 

TRATTO DA http://circololibertalivorno.leonardo.it/blog/2008/nov/pag1/novembre.html

IL MIO SITO

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IL MIO SITO
 

http://www.raffaelamariasateriale.com

 

 

I visitatori del sito www.premioterna.it possono votare le Opere iscritte nel periodo intercorrente fra le ore 8 del 3 novembre 2008 e le ore 18 dell'11 novembre 2008, esprimendo una sola preferenza. Il voto è anonimo.

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Clicca qui per andare nella galleria delle opere in concorso e scegliere l'opera da votare.

 

http://www.premioterna.it/opere/scheda/116/

TRUFFA MIRATA ALLA PROFESSIONE

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ATTENZIONE AD UN ALTRA TRUFFA...

Ormai le mie e-mail sono più della metà delle truffe e questa è bella, hanno cercato di addescarmi mirando sul mio lavoro molto particolare, artista e disegnatore di stoffe, vedete un po!

 

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Leggere attentamente e capire prima di risposta e la preghiamo di rispondere in base alle istruzioni dichiarato. =============================================== OFFERTA DI LAVORO Il mio nome è Henry Martins, un artista basata nel Regno Unito mi vendita Tessuti d'arte e di materiale in diverse mostre in tutto il mondo. Come di recente, sono stato con un problema con la mia raccolta di denaro da miei clienti basa sul fatto che la maggior parte di loro pagare con strumenti finanziari come cassieri, ufficiali e viaggiatori 'controlli. Ho bisogno di rappresentanti che finanziario avrà il compito di fondi trattamento / recupero. Descrizione del lavoro: -I pagamenti effettuati a tuo nome sul mio nome sarà inviata a voi da i miei clienti. -Prendete il pagamento alla sua banca per l'incasso dei processi. -Il tuo detrarre il 10% dalla Commissione l'importo totale dopo incasso. inviare il restante a me / fornitori tramite Western Union Money Transfer / MONEY GRAM. Se siete interessati a questa offerta di lavoro a vantaggio, quindi si dovrebbe fornire le seguenti informazioni che potrebbero essere memorizzati sulla nostra base di dati e come ben essere trasmesso ai nostri clienti diversi. INFORMAZIONI RICHIESTE: Il tuo nome completo IL TUO indirizzo completo [in cui i pagamenti sarà inviata a] paese, STATO, città, CAP, Comune, Via e numero civico NUMERI [in modo che si possa comunicare al telefono] ETA ' SESSO PROFESSIONE NB: Se non rimanere negli Stati Uniti e ti senti ancora può essere di aiuto, non esitate a rispondere. Ti invitiamo a tentare di inviare tutte le informazioni richieste per il mio diretto e-mail: hen23martins@hotmail.com Speranza di sentire da voi il più presto possibile. Io mi piace di scrivere a questa e-mail: hen23martins@hotmail.com Grazie e Dio vi benedica. Henry Martins.

The Community Consultation Panel on the Rudd Government’s forthcoming Defence White Paper has just completed an extensive series of public meetings around Australia. This process is welcome because it is important that defence, like all other policies, reflect community preferences.

SULLE TRACCE DI DORIAN GRAY – PORTRAIT OF CELEBRITIES

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of the photography leonardomaniscalchi.it ©

Un grande evento artistico e mediatico alla Tecnotenda di Prato

COMUNICATO STAMPA

«Che cosa triste!» mormorò Dorian Gray, sempre tenendo gli occhi fissi sul ritratto. «Che cosa triste! Io diventerò vecchio, orribile, disgustoso, ma questo quadro resterà sempre giovane. Non sarà mai più vecchio di quanto è oggi, in questa giornata di giugno... Se solo potesse essere il contrario! Se potessi io rimanere sempre giovane e invecchiasse il quadro, invece! Per questo... per questo darei qualunque cosa! Sì, non c'è nulla al mondo che non darei!

'Il Ritratto di Dorian Gray', romanzo-manifesto del decadentismo europeo di fine ottocento, costituisce il leit motiv della grande collettiva che sabato 20 settembre andrà in scena alla Tecnotenda di piazza del mercato nuovo a Prato.

18 tra pittori, fotografi e scrittori hanno aderito al progetto ideato dal direttore artistico dell'Ecomuseo dell'Alabastro di Castellina Marittima (PI)  Raffaela Maria Sateriale, che ha chiesto loro un contributo straordinario ed originale all'intero percorso espositivo. Basta scorrere l'elenco degli 'attori' partecipanti alla mostra itinerante – sul catalogo curato dal critico Roberto Russo e pubblicato da Caesar editrice – per comprendere la straordinarietà e qualità dell'evento: Daniel Schinasi (pittore e autore di grandi murales), Andy (Bluvertigo), Giorgio Mondolfo (fotografo di fama internazionale), Leonardo Maniscalchi (fotografo internazionale), Alberto Fremura (famoso vignettista e pittore), Arianna Fremura (pittrice), Fabrizio Breschi (pittore docente a Brera e a Carrara), Anna Ka (artista), Kaltz (pittore emergente del Senegal), Danilo Verticelli (artista), Alessio Atzeni (pittore), Federico Bellini (fotografo), Roberto Russo (critico e scrittore), Riccardo Roma (critico), Hugo Bandannas (scrittore e musicista) e Raffaela Maria Sateriale (artista). Circa sessanta dipinti e fotografie, per lo più inediti, solleciteranno il visitatore su tematiche quali bellezza, narcisismo, fascinazione in un dialogo tragico e lancinante tra l'artista e la sua creatura. L'autoritratto ed il ritratto diventano mezzi essenziali per carpire brandelli di verità, a cui soltanto un soggetto terzo, il pubblico, può dare giudizio.

Innumerevoli i possibili spunti, occasionati dai prestigiosi autori partecipanti. Andy - membro dello storico gruppo musicale dei Bluvertigo  – presenterà opere 'fluo' dedicate alle grandi icone della musica contemporanea. Tradizionale e storico il contributo di Daniel Schinasi, mostro sacro della pittura internazionale, che sorprenderà il pubblico con autoritratti inediti e dipinti nell'arco della sua vita. Straordinario il ciclo prodotto appositamente per l'evento dal fotografo Leonardo Maniscalchi, che ha ricostruito un'autonarrazione per immagini dedicata al romanzo di  Dorian Gray e ha prodotto i ritratti fotografici di vip della 'storia contemporanea', che hanno concesso la propria immagine appositamente per questa occasione: tra i tanti Giulio Andreotti, Dario Fo, Robert Plant, Aldo Busi, Liza Minnelli, Gina Lollobrigida, Robert Mapplethorpe, Luca Zingaretti, Andy Warhol, Achille Bonito Oliva, Gillo Dorfles e altri ancora. La  mostra rimarrà aperta fino al prossimo 18 ottobre con apertura 9-12,30 e 15-19,30 dal martedì al venerdì, 9-12,30 il sabato.

Tecnotenda, piazza del mercato nuovo, 7/a, Prato.

Ingresso libero, info Tecnotenda, tecnotenda@tecnotendaline.it, 0574603665; www.caesaronlus.it , tel. 0586260837.

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 anna magnani di sateriale1@alice.it

 

SCHEDA TECNICA

Titolo
SULLE TRACCE DI DORIAN GRAY
“portraits of celebrities”

Enti promotori COMUNE DI CASTELLINA MARITTIMA (PI)
Organizzazione Coop C.AE.S.A.R. Onlus
Curatori Raffaela M.Sateriale e Roberto Russo


Gli artisti
Daniel Schinasi, Andy (Bluvertigo), Leonardo Maniscalchi, Alberto Fremura,

Giorgio Mondolfo, Fabrizio Breschi, Anna Ka, Danilo Verticelli,Federico Bellini, Alessio Atzeni, Kaltz e Raffaela Maria Sateriale


Testi in catalogo
Raffaela M.Sateriale, Roberto Russo, Riccardo Roma, Hugo Bandannas, DaniloVerticelli


Segreteria organizzativa Coop. C.AE.S.A.R. Onlus tel/fax   0586 260837       
Catalogo CAESAR EDITRICE

Progetto per l’allestimento Raffaela M.Sateriale

Sede:Tecnotenda, piazza del mercato nuovo, 7/a, Prato

Inaugurazione Sabato 20 settembre 2008 ore 18.00

apertura 9-12,30 e 15-19,30 dal martedì al venerdì, 9-12,30 il sabato.

Apertura dal 20 settembre al 18 ottobre 2008